Prevenzione e terapia Prevenzione e terapia

lavaggio nasaleLavaggio nasale

La presenza di muco ostruttivo nel naso costituisce per il neonato, il bambino e l'adulto un problema importante, che può sfociare in una o più delle infezioni descritte. Una corretta pulizia del naso e l'eliminazione del muco sono utili perché possono aiutare a prevenire i disturbi da raffreddamento e a proteggere dalle infezioni delle vie aeree.

È quindi importante mettere in atto procedure che consentano di mantenere la perfetta funzione della mucosa nasale. In primo luogo, per permettere al muco e alle ciglia di svolgere al meglio il proprio lavoro, è importante soffiarsi spesso il naso. Per i più piccoli, che fino a 6-7 anni non hanno ancora acquisito la tecnica per compiere questa operazione, può essere utile effettuare lavaggi nasali specifici, che aiutano sia a prevenire sia a curare eventuali infezioni.

I lavaggi nasali sono particolarmente indicati per i lattanti, che respirano prevalentemente con il naso. Durante la poppata, poi, la respirazione con il naso è la sola possibile. Se il naso è ostruito il piccolo deve usare la bocca, una condizione che lo priva dei vantaggi della filtrazione e impedisce una corretta alimentazione e una sufficiente idratazione. Inoltre, il ristagno di muco facilita le infezioni.

Liberare il naso è dunque l'unico modo per consentire non solo di respirare bene ma anche di evitare che catarro e infiammazione del naso favoriscano un'infezione che, oltre a coinvolgere il naso, può risalire verso le orecchie, oppure raggiungere le tonsille e scendere verso la faringe e i bronchi.

lavaggio nasaleCome effettuare il lavaggio

Il lavaggio nasale consiste nell'introduzione di liquido nel naso in modo da ripulire le fosse nasali dalle secrezioni stagnanti.
  
Attraverso un getto nebulizzato, normale e forte (quest'ultimo indicato per gli adulti), è possibile effettuare un lavaggio delle fosse nasali. La soluzione passa infatti da una narice all'altra permettendo l'espulsione del muco. Il getto nebulizzato può essere usato per l'igiene quotidiana del naso, nei bambini piccoli per liberarlo prima di ogni poppata e come aiuto in presenza di congestione nasale, starnuti e naso colante.

Quando il naso è particolarmente intasato o se il bimbo è molto piccolo, può risultare di grande utilità asportare il muco con appositi aspiratori. Grazie all’aspiratore nasale, infatti è possibile alleviare in modo semplice e sicuro la congestione nasale del bambino, aiutandolo a respirare bene e facilitando il sonno e la poppata.

 

Prevenzione e terapia metodi per una corretta pulizia del nasino

 

Il naso agisce da filtro, in più riscalda, umidifica e diffonde l’aria, favorendo la corretta funzionalità dell’apparato respiratorio. 
Tutte le vie aeree comunicano fra loro, perciò il ristagno di muco nelle fosse nasali può causare complicazioni, quali ad esempio otite. Il bambino fino a 2 anni non sa soffiarsi il naso da solo e spesso anche fino a 7 anni ci riesce solo con fatica. Per questo è consigliabile il lavaggio nasale che pulisce a fondo le fosse nasali e non solo la zona delle narici.

Il lavaggio nasale:

  • Deterge e dona sollievo in caso di naso congestionato
  • Elimina gli agenti infettivi e gli allergeni
  • Umidifica e dona sollievo in caso di secchezza nasale

 

 

 
 

i consigli del pediatra I consigli del pediatra

Infiammazioni nasali

Il naso è la porta d'ingresso delle vie respiratorie. Le narici, che consentono all'aria di entrare e uscire, sono provviste di peli...

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Infiammazioni nasali


Come funziona

Il naso è la porta d'ingresso delle vie respiratorie. Le narici, che consentono all'aria di entrare e uscire, sono provviste di peli che servono per trattenere i corpi estranei di una certa dimensione presenti nell'aria. Le pareti interne del naso sono umide, ricche di vasi sanguigni e rivestite da cellule che producono muco e sono provviste di ciglia vibratili.

Polvere, particelle minute e microrganismi patogeni (virus e batteri) presenti nell'aria, sono intrappolati dal muco. Le ciglia vibratili, con il loro movimento, svolgono una vera e propria azione di pulitura, indirizzando le particelle intrappolate verso la faringe (la struttura attraverso cui passano gli alimenti per raggiungere l’esofago) per essere eliminate con la deglutizione.

Il naso è una parte del corpo molto vascolarizzata, ovvero ricca di vasi sanguigni: il calore irradiato dai vasi presenti nelle pareti del naso consente all'aria di raggiungere rapidamente la temperatura del corpo. L'aria inspirata attraverso il naso viene perciò filtrata, riscaldata e umidificata. Può così raggiungere, una volta purificata, i bronchi e i polmoni.


Processi infiammatori

L'inquinamento, il fumo, le infezioni virali e batteriche possono alterare il normale funzionamento del naso provocando un aumento della secrezione di muco o un incremento della sua consistenza con la formazione di crosticine. Nel primo caso si avrà il "naso colante", nel secondo il "naso chiuso" o "naso tappato". Il contatto diretto e prolungato di virus e batteri con la mucosa nasale può provocare processi infettivi acuti e cronici delle prime vie aeree.

 

Rinite (Raffreddore)

La rinite è un processo infiammatorio che interessa la mucosa delle cavità nasali e può essere acuta o cronica. Le riniti acute sono...

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Rinite (Raffreddore)


Definizione

La rinite è un processo infiammatorio che interessa la mucosa delle cavità nasali e può essere acuta (raffreddore) o cronica. Le riniti acute sono quasi sempre di origine virale. Il contagio avviene per contatto diretto tra il malato e il soggetto sano per mezzo delle goccioline emesse con starnuti e colpi di tosse e la contagiosità è massima nel primo giorno di malattia.
I raffreddori sono caratterizzati da:

  • naso chiuso e colante
  • mal di gola e febbre
  • tosse
  • raucedine
  • occhi rossi
  • ingrossamento dei linfonodi del collo
La rinite cronica è il più delle volte secondaria ad altre patologie delle cavità nasali, come le sinusiti, la deviazione del setto nasale e la presenza di un ingrossamento delle adenoidi.
 
La rinite allergica, inizialmente limitata a una serie di episodi acuti, con il tempo può diventare cronica. È scatenata dall'esposizione a sostanze cui il soggetto è allergico (allergeni), quali pollini, alimenti (uova, latte, bevande, eccetera) o sostanze presenti nell'ambiente di vita o di lavoro.
 

 

Trasmissione

I virus del raffreddore si diffondono da una persona all'altra attraverso le vie aeree o le mani, per contatto con soggetti affetti o attraverso oggetti contaminati.

I virus possono sopravvivere sui giochi o sugli altri oggetti in genere per oltre 3 ore. Dagli oggetti, il virus è trasmesso al naso o agli occhi, attraverso le mani che toccano normalmente il viso. I germi si trasmettono inoltre per via aerea starnutendo o tossendo, attraverso le gocce di saliva. Una volta raggiunti naso ed occhi, i virus cominciano a moltiplicarsi e a diffondersi verso la  gola e la trachea, causando mal di gola e tosse.

Poiché ci sono molti virus del raffreddore, molti bambini sani, soprattutto se frequentano la scuola materna, possono avere più episodi di raffreddore in un anno. Con l'età scolare, il numero di episodi per anno comincia a diminuire.
Il clima freddo, il vento freddo, le correnti d'aria, l'aria condizionata, i piedi bagnati non aumentano le possibilità di prendere un raffreddore.



Sintomatologia ed evoluzione

Nel comune raffreddore, dopo 1-3 giorni di incubazione, il paziente avverte malessere generale e compaiono starnuti, rinorrea (secrezione della mucosa dal naso), ostruzione delle vie aeree nasali e incapacità di percepire gli odori (anosmia). Le cavità nasali sono piene di secrezioni fluide e trasparenti.
Nei giorni successivi, le secrezioni possono divenire purulente e, quindi, più dense e maleodoranti, nel caso in cui si sovrapponga un'infezione batterica. In assenza di complicanze, invece, il raffreddore comune si risolve spontaneamente nel giro di 4-5 giorni.

Nella rinite cronica la sensazione di ostruzione nasale si avverte continuativamente, mentre l'ipersecrezione può essere presente o meno.
La rinite cronica può evolvere in una rinite atrofica. In questo caso, le cellule che producono il muco scompaiono e si assiste alla formazione di croste dall'odore cattivo. Il paziente lamenta senso di ostruzione nasale continuo e mal di testa.

La rinite allergica si manifesta con la comparsa di starnuti, rinorrea acquosa, ostruzione nasale, anosmia, prurito intorno al naso e agli occhi, lacrimazione e arrossamento delle congiuntive. Questi sintomi possono essere stagionali (prediligono la primavera e l'autunno) o verificarsi durante tutto l'anno, a seconda del tipo di allergia. I pazienti allergici ai pollini noteranno l'insorgenza dei sintomi durante la stagione dell'impollinazione degli alberi o delle graminacee della loro zona.

Una rinite acuta trascurata può complicarsi con un'infezione dei seni paranasali (sinusite) o con un'infiammazione della laringe (laringite). Anche la rinite allergica è soggetta a complicanze quali le sinusiti, le otiti medie, i polipi nasali e l'aggravamento dell'asma bronchiale.


Raffreddore nei più piccoli

I bambini in età prescolare possono avere da 6 a 10 episodi di raffreddore l'anno.
Gli antibiotici non hanno alcun effetto contro i virus del raffreddore.

Il raffreddore nei bambini si presenta con più disturbi rispetto all'adulto e dura qualche giorno in più. Di solito, la febbre dura meno di 3 giorni, l'infiammazione alla gola e al naso circa una settimana, la tosse anche 2 o 3 settimane.
Nei lattanti l'ostruzione nasale può interferire sulla capacità di succhiare, causando nervosismo e irritabilità nel bambino.
Se curato, il raffreddore guarirà entro una settimana.



Pulizia nasale

La pulizia nasale è importante, a qualsiasi età. Lo è ancor di più nel lattante, che non riesce a respirare dalla bocca e contemporaneamente a succhiare.
La pulizia nasale deve pertanto essere effettuata tanto più frequentemente quanto più il bambino ha il naso ostruito dal muco. Inoltre, non appena possibile insegnate al bambino a soffiare bene il naso, una narice per volta.
Una buona pulizia nasale


Prevenzione

Poichè le complicazioni di un banale raffreddore sono molto comuni nei bambini durante il primo anno di vita, cercate di evitare i contatti con altri bambini o adulti con il raffreddore; fate attenzione ai luoghi affollati: nidi, asili, supermercati.
Poiché i virus del raffreddore sono continuamente trasmessi dalla contaminazione delle mani, lavate frequentemente le mani ed evitate di metterle in bocca o nel naso, sono delle misure di prevenzione molto utili.
Insegnate al vostro bambino a coprirsi il naso e la bocca quando starnutisce.
Un umidificatore per l'ambiente previene la secchezza delle vie nasali, che risultano più suscettibili alle infezioni. Tenete pulito l'umidificatore una volta alla settimana con una soluzione di candeggina.

 

Sinusite

La sinusite è un'infiammazione acuta o cronica, accompagnata o meno da un processo infettivo della mucosa che riveste...

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Sinusite


Definizione

La sinusite è un'infiammazione acuta o cronica, accompagnata o meno da un processo infettivo della mucosa che riveste i seni paranasali, cavità scavate all'interno delle ossa della faccia e del cranio. I seni paranasali sono quattro e prendono il loro nome dall'osso in cui si trovano: sfenoidale, etmoidale, frontale e mascellare, ciascuno dei quali è in comunicazione con le fosse nasali attraverso delle aperture dette osti che permettono il passaggio nel naso e nella gola del muco prodotto dalla mucosa che riveste i seni.

In caso di sinusite, la mucosa dei seni infiammati si gonfia e produce una eccessiva quantità di muco. Il rigonfiamento della mucosa determina un restringimento degli osti che ostacola il normale drenaggio del muco verso le cavità del naso e della bocca.
Il muco che ristagna in grande quantità all'interno dei seni costituisce un terreno di coltura per batteri, virus o funghi che dal naso o dalla gola possono raggiungere i seni paranasali: in questi casi, all'infiammazione si sovrappone l'infezione.

La sinusite può essere scatenata da un comune raffreddore o da qualunque altro fattore che determini l'infiammazione della mucosa; chi soffre di rinite allergica ha una più alta probabilità di sviluppare una sinusite cronica.

In rari casi, la sinusite può essere la conseguenza della presenza di polipi nasali (piccole escrescenze della mucosa nasale e/o dei seni paranasali), di deviazione del setto o di un'infezione dell'arcata dentaria superiore. Nei soggetti in condizioni di immunodeficienza (cioè con difese immunitarie indebolite), così come nelle forme croniche, è più frequente che sia un fungo a causare la malattia. La sinusite può presentarsi in forma acuta, di durata non superiore a 2 o 3 settimane, o cronica, che può protrarsi anche per un paio di mesi. Quando gli episodi si ripetono almeno tre volte in un anno si parla di sinusite ricorrente.



Sintomatologia ed evoluzione

I sintomi della sinusite sono costituiti principalmente da dolore e senso di pressione al volto che possono accentuarsi con i movimenti del capo. La localizzazione precisa del dolore varia poi in base al seno o ai seni interessati:

  • in corrispondenza delle guance e sopra i denti, per il seno mascellare
  • alla fronte e sopra le arcate sopracciliari, per il seno frontale
  • dietro gli occhi, alla testa e alle tempie, per il seno sfenoidale
  • intorno e dietro gli occhi, per il seno etmoidale
Inoltre, indipendentemente dalla localizzazione della sinusite, si può accusare:
  • mal di testa
  • gonfiore intorno agli occhi
  • secrezione giallo-verdastra dal naso o nella gola
  • naso chiuso
  • tosse con catarro
  • febbre
  • mal di denti
  • riduzione del gusto e/o dell'olfatto
L'insufficiente drenaggio delle cavità paranasali può favorire la diffusione dell'infezione anche a organi vicini, come le tonsille (causando tonsilliti) e le orecchie (otiti).

 

 

Otite

L'otite è l'infiammazione dell'orecchio medio o esterno, classificata inacuta e cronica secondo la sua durata. I sintomi tipici...

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Otite

 

Definizione

L'otite è l'infiammazione dell'orecchio medio o esterno, classificata in acuta e cronica secondo la sua durata. I sintomi tipici dell'otite, in generale, sono il mal d'orecchio, l'ipoacusia (riduzione dell’udito), gli acufeni (rumori come fischi, ronzii, fruscii, crepitii, soffi …), il prurito. Questi sintomi principali possono essere associati ad altri, quali la febbre, i brividi di freddo, la nausea, il vomito e la diarrea. Le otiti si differenziano secondo la parte dell'orecchio interessata dall'infiammazione.


A) Otite Esterna

È infiammazione diffusa del condotto uditivo dell'orecchio. Questa condizione è piuttosto comune negli adolescenti e nei giovani ed è molto più frequente nei mesi estivi - per il nuoto in piscina o in acque di mare inquinate. I traumi dovuti, per esempio, all'inserimento di oggetti estranei nell'orecchio, come la pulizia effettuata con bastoncini di cotone, possono irritare la cute dell'orecchio e provocare infiammazione, causando l'otite esterna. Inoltre, la presenza di umidità può costituire il luogo ideale per la proliferazione dei funghi e può predisporre l'organo a un'infezione fungina. L'inizio dell'otite esterna è quasi sempre caratterizzato da prurito che poco a poco si trasforma in netta sensazione dolorosa. Se l'affezione passa allo stato più avanzato, il dolore diventa molto più vivo e si hanno delle abbondanti secrezioni purulente. Di solito, in un paio di settimane l'infiammazione scompare e si ristabilisce un quadro normale, talvolta però il processo recidiva e si cronicizza.



B) Otite Media

È l'infiammazione dell'orecchio medio spesso causata da un'infezione batterica o virale. L'otite media si presenta spesso associata a un'infezione delle vie aeree superiori; sono soprattutto i bambini a esserne colpiti, perché la tuba d'Eustachio del loro orecchio è più breve di quella degli adulti ed è un perfetto ricettacolo per batteri e virus. A fronte dell'infiammazione si assiste alla formazione di un secreto tipo "pus" mentre la membrana timpanica si gonfia e non vibra più come prima, con conseguente temporanea perdita d'udito (acusia), dolore, irritabilità e difficoltà nel mangiare e nel dormire. Possono presentarsi sintomi associati quali febbre, tosse e naso che cola.